PROCESSO SOLVAY: UDIENZA DEL 4 NOVEMBRE
L'udienza odierna - che arriva dopo quasi quattro mesi dall'ultima, a causa dei problemi di salute di alcuni giudici popolari - è dedicata all'ascolto degli otto testimoni presenti sulle liste del responsabile civile Edison, attuale incarnazione dell'Ausimont.
I primi due sono i signori Mario Roldi e Giorgio Pasquin; si tratta di due ex capo manutentori dei servizi ausiliari dello stabilimento di spinetta Marengo: il primo nel periodo dal 1974 al 1992, l'altro - suo successore - fino al 2004.
Il primo, su domanda dell'avvocato Baccarezza Boi (difesa Tommasi) asserisce che, a sua memoria, il pozzo otto - quello da cui veniva normalmente attinta l'acqua per uso potabile - non ha mai dato problemi in relazione alla qualità; successivamente, su sollecitazione del pm Riccardo Ghio, sarà costretto ad ammettere l'esistenza di un pozzo di riserva (il numero due), che entrava in funzione in caso di problemi all'altro.
Dal canto suo, il secondo -
sempre a proposito dello stesso tema di prova - precisa quale fosse la cadenza
degli interventi alla rete idrica ed a quella antincendio: nel primo caso
dodici all'anno, otto/nove nel secondo; è evidente che, in queste occasioni,
non è possibile affermare (come invece aveva fatto il Roldi) con assoluta
certezza l'assenza di problemi di potabilità.
Questo anche a causa delle perdite dalle condutture - quantificate dal primo
teste nell'ordine dell'uno per cento - e dall'alto peziometrico evidenziato
dalla relazione, datata 1989, del geologo dottor Mauro Molinari (del quale
nessuno sembra ricordare, così come 'stranamente' accade per gli interventi del
Consiglio di Fabbrica in merito al problema delle perdite di cui sopra).
E' interessante segnalare l'intervento, sul finire della seconda deposizione, di una persona del pubblico che sbotta: "sta dicendo un fracco di bugie", ottenendo come risultato la cacciata dall'aula da parte della presidente Sandra Casacci.
Dopo circa venti minuti di pausa, è la volta del signor Giuseppe Fugazza, responsabile dell'impianto di Algofrene dal 1979 al 1996; questi sostiene che, nel periodo di sua competenza, l'azienda ha provveduto a mettere in atto svariati accorgimenti - che in parte verranno esplicitati, anche specificando l'iter di approvazione ed attuazione, dal successivo teste Ermanno Manfrin, responsabile della programmazione della manutenzione dal 1989 al 2009 - per limitare le perdite di liquidi verso la falda sottostante.
Insomma: senza volere, costui conferma che le condutture del suo reparto scaricavano direttamente le acque di lavorazione nel terreno, pur anche se limita il fenomeno alle perdite dei tubi.
E sempre da questo
deriverebbe anche l'esistenza di acqua più calda nella zona dell'alto
peziometrico: circa cinque gradi in più rispetto alla temperatura del resto
della falda.
Le ultime quattro audizioni - Massimo Ambanelli, Oscarino Corti, Pio De Iorio,
e Giuseppe Astarita - si occupano di precisare l'organizzazione aziendale; lo
fanno, in particolare, specificando come i vari responsabili di settore
potevano proporre investimenti, e persino farne di loro sponte: ma solo fino ad
una certa cifra, oltre la quale l'unico che aveva potere decisionale era l'ad
Carlo Cogliati.
Alessandria, 04 novembre 2013
Stefano Ghio - Rete sicurezza Al/Ge
http://pennatagliente.wordpress.com